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mercoledì 15 aprile 2020

TECNOLOGIA vs BRAILLE, ne vale ancora la pena?


TECNOLOGIA vs BRAILLE



Ok, ecco una delle questioni più discusse e che fa discutere degli ultimi decenni: nel 2020, con quasi le automobili volanti, è ancora valido il braille?
Non credo di riuscire a celare la mia personale opinione, ma comunque vi dovrete basare solo sugli aspetti e dati che riporterò in questo articolo oggettivamente.
Prima di iniziare, ricapitoliamo le origini e quali sono gli scopi di questi sistemi di comunicazione:
Il braille fu inventato circa 200 anni fa da un cieco francese, e nel tempo divenne ufficialmente il sistema universale di comunicazione per i non vedenti.
La tecnologia, per come la intendiamo oggi, è stata scoperta circa un pico secondo fa, infatti essa è in continua evoluzione e non c’è una data specifica di nascita, perché se dovessimo analizzare l’intera storia umana, troveremmo tracce di ideali che ricordano la tecnologia in milioni di anni fa.
Per convenzione analizzeremo sia il braille che la tecnologia nel 2020, e il lato concetto di tecnologia lo concentreremo nel principio di computer, smartphone, internet e generalmente nelle scoperte degli ultimi trentanni.
Prima di snocciolare i vari aspetti, voglio sottolineare che questi sono le mie opinioni, e se qualcuno non è d’accordo , sarebbe molto istruttivo originare una discussione costruttiva nei commenti.
È risaputo che noi siamo animali sociali, e i ciechi non si distinguono certo, infatti anche noi abbiamo bisogno di interagire con altri umani…
Questo è il primo limite del braille, infatti per quanto sia vero che questo linguaggio sia stato profiquo nel passato proprio in questo campo, è altrettanto vero affermare che sta diventando obsoleto, man mano che la tecnologia progredisce.
Finché si interloquisce con altre persone cieche, non si trovano ostacoli o problemi, ma appena si vuole uscire dalla propria bolla, dalla propria confort zone, sono incredibili le difficoltà in cui si può incappare.
Almeno che non si parli con una persona vedente che conosce il braille, è bene incominciare ad esercitarsi con i segnali di fumo!
È come comunicare con uno straniero: difficile, semplicemente difficile.
Ovviamente mi sto riferendo a una comunicazione a distanza, come mail e messaggi watsapp.
L’unico motivo che mi impegna a scrivere di questo confronto è il mondo che ha adottato la tecnologia rispetto ad altre forme di comunicazione, istantanea ed elementare.
Se i vedenti di tutto il mondo avessero scelto il braille come linguaggio scritto universale, sarebbe semplicemente futile questo articolo, ma poiché l’umanità, dopo aver analizzato tutti i pro e i contro, ha scelto l’utilizzo della tecnologia, questo ci porta a adattarci, se sempre si vuole fare un passo fuori dalla porta, oltre il familiare luscio.
Non possiamo costringere tutte le persone sul globo a imparare un linguaggio diverso, solo perché noi lo conosciamo meglio, anche perché se si facesse, dovremmo tutti anche imparare il linguaggio dei segni, quello mors e tutti gli altri…
Ecco un esempio: un nostro amico ci ha inviato una bellissima foto con protagonisti lui e il suo gatto.
Ora hai due opzioni: o vai mortalmente a caso e gli scrivi “che bello quel tramonto”, anche se nella foto nevicava; o attivi il tuo fedele screen reader affinché ti possa descrivere l’immagine, dicendoti “il tuo amico con un gatto mentre nevica” come sanno fare i più recenti sintetizzatori vocali come voiceover, così gli puoi rispondere con più criterio…
La tecnologia è arrivata a un punto in cui è possibile far riconoscere automaticamente il volto di qualsiasi persona e farsi descrivere ogni foto.
È indubbiamente vero che è possibile anche stampare la foto in rilievo, ma con quale criterio? Come fa una stampante braille a decretare lo sfondo, i personaggi in primo piano e gli altri dettagli fondamentali per la fruizione di un cieco automaticamente?
Da soli è impossibile settare questi criteri, e quindi è impossibile stampare decentemente una foto.
Senza considerare il costo di ogni stampa, della stampante, del tempo che devono impiegare altre persone per impostare i valori, e il risultato non sempre soddisfacente, credo che sia più conveniente usare un banale telefono, che con un costo anche di 400€ è ingrato di farci fruire foto illimitate e utilizzare miriadi di funzioni.
Piccola precisazione: in questo caso ho paragonato la fruizione di foto tramite un iPhone e una stampante, benché questo non includa il braille; l’ho voluto aggiungere lo stesso perché reputo il braille un gruppo di metodi per comunicare e fruire materiale, e suppongo che la stampa in rilievo faccia parte di questo gruppo.
Un altro esempio può essere trovato nel campo lavorativo; ambientiamoci in una possibile e ideale situazione: siamo in ufficio, e il nostro lavoro odierno consiste nel leggere bilanci aziendali e ordinarli in tabelle.
Come si può svolgere il compito datoci?
Si può gentilmente andare dal capo e chiedere se per pietà ci possa dare un altro impiego!
Se questa prima ipotesi la scartate avete due opzioni: se questi dati sono scritti in nero, come estremamente probabile, potete prendere il vostro iPad o iPhone e usare l’OCR, con cui potete inquadrare i fogli e leggerli agilmente, per poi sistemare i dati in tabelle excel o Numbers; se invece avete fogli in nero, ma di tecnologia non ne capite niente, potete chiedere aiuto a un vostro collega, che con tempo e frustrazione scannerizzerà i fogli con l’OCR e li stamperà con una stampante braille, che nessun ufficio possiede; ora basta che prendete la vostra sofisticata dattilo braille e che iniziate a scrivere dati sottoforma di normale e banale elenco.
Perfetto, avete concluso il vostro lavoro e ora avete in mano, o un foglio braille, o un file numbers o html, asseconda della scelta fatta, quindi andate a dormire consapevoli delle odi che nel domani i vostri superiori vi porgeranno in riunione.
Arriva la mattina e afferrate con disinvoltura il plico di fogli braille, o niente poiché avete messo tutto nel cloud, pronti per andare in riunione.
Il vostro capo vi chiede di dare i dati dell’ultimo semestre e voi nel primo caso aprirete il vostro iPad, che collegherete con il Bluetooth al proiettore, mostrando i grafici ordinati che senza difficoltà avete costruito; nel secondo caso vi presenterete con molti fogli pieni di puntini, e quando il capo vi chiederà di mostrare gli utili del semestre appena passato, voi incomincerete a sfogliare quella montagna di fogli, e quando troverete il documento corretto, lo consegnerete al vostro capo per farglielo analizzare, e ovviamente lui resterà disorientato, e bye bye alla vostra ode.
Non è il mondo a adattarsi a noi, ma è il nostro linguaggio che si deve uniformare a quello globale.
Se bene i grafici siano prettamente visivi, non è difficile costruirli con programmi accessibili come Numbers o excel, e questo perché qualcuno ha cercato di rendere un formato universale accessibile anche a chi non vede; il braille invece necessita di una trascrizione manuale e ovviamente non soddisfa gli standard di produttività e velocità che bisogna rispettare per avere successo in qualsiasi campo.
Un’altro aspetto che disabilita il braille è la velocità di lettura, che è ovviamente minore rispetto alla disinvoltura di una sintesi vocale.
Personalmente è da quando ho 6 anni che cerco di imparare a scrivere e a leggere il braille, ma benché nella prima attività non trovi grandi ostacoli, mi trovo in grande difficoltà nel processo di lettura.
Io la trovo lenta e improduttiva, soprattutto affiancandola al suo antagonista: lo screen reader.
Moltissime persone mi hanno ripetuto perennemente la stessa frase, neanche fosse un mantra: con il braille leggi; con la sintesi ascolti, e sono due cose molto diverse.
Dopo anni ancora non apprendo perché per loro una lettura tattile possa rimanere impressa nella memoria, mentre ascoltare non è una attività che rende la memoria in grado di mantenere le informazioni a lungo termine.
Per la mia personale esperienza, leggere con il braille mi immagazzina pochissime informazioni, mentre una lettura scorrevole e veloce di una sintesi vocale mi rende in grado di studiare capitoli e capitoli.
È sicuro che tantissime persone potranno pensare che nel mio caso avviene questo fenomeno perché non l’ho studiato abbastanza e per questo non ho appreso una lettura scorrevole, ma posso assicurare che ci ho impiegato ore, ma niente ha portato frutti.
Un’altro tentativo che io e molte altre persone abbiamo fatto, è adoperare la barra braille, un costoso strumento che nel mio caso attualmente sta prendendo polvere su uno scaffale.
Posso dire che l’approccio con questo nuovo ausilio non è stato traumatico, poiché lo consideravo un compromesso fra la tecnologia da me tanto amata, e il braille, a detta di molti, fondamentale e importante.
Il problema che ho riscontrato, è che i vantaggi della sintesi vocale venivano soppressi dai problemi che ho troato nel braille.
Se la sintesi vocale è stata creata appositamente per rendere accessibile i computer, chi è il genio che ha pensato di incastrarci a forza il braille?
Perché devo investire molti soldi, ma principalmente tanto prezioso tempo, a imparare un linguaggio che non posso usare per parlare con i miei coetanei e colleghi, e che non si evolverà, invece di investire minore fatica e tempo per iniziare a approcciarsi con una tecnologia universale, in continuo miglioramento e evoluzione, che mi permette facilmente di comunicare con chiunque, lavorare, e intrattenermi?
In breve la barra braille scrive ciò che dice a voce la sintesi vocale, per cui a che serve se posso usare l’udito?
È terribilmente identico; l’unica cosa che può farmi scegliere il tatto o l’udito, è la propensione tra uno di questi due sensi.
Secondo la mia concezione di vita, gli investimenti più importanti sono quelli di tempo, e per questo bisogna ponderare le esperienze in cui investire, quindi reputo fondamentale selezionare le attività più proficue, e il braille non è assolutamente tra queste.
Se i miei compagni organizzano una serata di pizza all’ultimo minuto, come posso essere contattato da loro per partecipare?
Potrei adottare un piccione viaggiatore, anche se dovrei far apprendere precedentemente a tutti i miei conoscenti il linguaggio braille; speriamo che i piccioni siano veloci!
Restare solo sulla conoscenza del braille sbarra solo portoni e autostrade, che invece la tecnologia può spalancare!
Navigando in rete ho anche incontrato un altro aspetto, che i braillefili evidenziano spesso: la possibilità economica.
Molte persone pensano che adottare il linguaggio braille sia molto più economico, mentre la tecnologia si preclude a molte persone per il costo elevato.
Questo però lo trovo estremamente errato!
Con quale criterio una persona che non è ingrato di acquistare un iPhone da 400€, è disponibile a comprare una barra braille da 3000€, o una dattilo braille da 500€?
L’unico sistema economico è il punteruolo, di cui se dovessi analizzare tutti i tremendi effetti negativi e obsoleti che porta con se, nessun supercomputer avrebbe la memoria per caricare l’intero articolo!
Comunque, comprando un iPhone usato a 400€ si avrebbe tutta la potenza necessaria per interagire, intrattenersi e persino per lavorare.
Se infatti si sa usare uno screen reader, si potrà sfruttare a pieno tutte le funzioni che permette un iPhone, non solo la scrittura e la lettura…
È vero anche che solitamente gli ausili come la barra braille sono finanziati dallo stato, ma è esatto anche che ogni cieco ha una pensione di minimo 300€, e che può superare un normale stipendio, e che quindi acquistare un iPhone non sia una spesa così pesante.
Con i 3000€ di barra braille, si potrebbe acquistare un MacBook Pro da 16 pollici, e con anche un iPhone in omaggio!
Sarebbe troppo impegnativo evidenziare tutti gli esosi ausili, che potrebbero essere facilmente sostituiti da uno smartphone, ma comunque ne farò un articolo prossimamente.
L’unico vero vantaggio che trovo nell’utilizzo del braille è in due campi: nella musica e nella matematica.
Sarei obiettivamente ingiusto e omertoso se non analizzassi queste due materie, in cui il braille può trovare un utilizzo.
Personalmente io adoro la matematica e suono, e devo ammettere che riesco a praticare entrambe le discipline con l’ausilio non validissimo della vista.
Se infatti posso affermare che ho cercato per molto tempo una soluzione che non impieghi la vista, devo tristemente riconoscere che attualmente non ci sono validi strumenti accessibili per la sintesi vocale che mi permettano di svolgere agilmente queste attività.
Ovviamente nella lista devo aggregare le materie e i campi che includono queste discipline, come la fisica.
Sebbene abbia riconosciuto una sconfitta oggi, sono profondamente positivo nel futuro; infatti uno dei vantaggi principali della tecnologia è la continua e perpetua evoluzione, cosa che tristemente non caratterizza il braille.
Pensando gli enormi passi avanti che abbiamo fatto in tre decenni, sono ottimista riguardo all’ipotesi che prossimamente sarà possibile leggere spartiti e compiere complessi calcoli con la sintesi vocale.
Uno degli ultimi aspetti che vorrei analizzare affavore della tecnologia sono le enormi possibilità che spalanca.
Per chi non mi conosce ancora, io sono lo sviluppatore di OLTRE L’ECLISSE, il primo videogioco online accessibile ai non vedenti, e posso assicurare che l’accessibilità è ciò di più lontano rispetto ai motori grafici, i quali ho usato per sviluppare il mio videogioco.
Ne il mio tanto amato VoiceOver, tantomeno il braille mi ha aiutato nello sviluppo, infatti ho dovuto sempre e solo usare la vista, che per grazia ne possiedo ancora un po’.
Sarebbe semplicemente stupido dire che la tecnologia è stata ciò che mi ha permesso di sviluppare OLTRE L’ECLISSE, perché ovviamente scontato e veritiero.
Comunque vorrei sottolineare un aspetto che è stato l’incipit allo sviluppo: l’accesso ad internet.
Solo per contestualizzare, trovo necessario specificare che ho 15 anni, che non conosco sviluppatori o tecnici che mi potessero consigliare, e che frequento il liceo scientifico, non certo l’università informatica.
I miei esclusivi maestri sono stati Safari e Youtube; dopo tanti corsi gratuiti e antiquati video, grazie a loro, sono riuscito a sviluppare OLTRE L’ECLISSE in autonomia.
Senza voiceover non avrei mai potuto navigare in internet e interessarmi a questo mondo, mentre se fossi rimasto sul braille, ogni mia ambizione sarebbe stata troncata all’inizio, a causa della mia totale ignoranza rispetto ai miei interessi.
Anche se avessi impiegato l’intera mia infanzia per imparare il braille, e se avessi adottato la barra braille per navigare nel web, sarei stato invalidato dalla mia minore conoscenza dell’uso del computer e dello smartphone, infatti per usare la barra braille bisogna saper usare gli screen reader, e poiché ho passato molto tempo a studiare il braille e poco a contatto con la tecnologia, saprei superficialmente usare un pc.

Ecco, sono riuscito ad arrivare alla fine di questo confronto, e devo riconoscere che le mie personali opinioni non sono riuscite a celarsi dietro fatti oggettivi…
Comunque sarebbe veramente istruttivo parlarne insieme nei commenti, anche perché potete mostrarmi lati positivi del braille, che ancora non ho preso in considerazione.
infine il mio unico consiglio è di investire il vostro tempo nelle attività che ritenete più produttive, perché il tempo non è infinito, e investirlo in processi di conoscenza di metodi reclusi dalla celerità dei giorni nostri, lo trovo semplicemente un peccato mortale; mentre investirlo in attività che avvantaggino più settori allo stesso tempo, credo che sia la scelta preferibile e più conveniente.


Se vuoi provare per la prima volta un’esperienza online, ti consiglio di provare OLTRE L’ECLISSE, il primo videogioco accessibile a chi non vede e in multiplayer!

Alessio Antonucci, in arte iFralex

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