Timecrest: un gioco testuale innovativamente accessibile

Avete mai voluto giocare a un gioco che vi faccia riflettere, emozionare, e che vi dia l’impressione di avere a che fare con persone vere, piuttosto che con un gioco? Se la risposta è sì, ciò di cui vi parlerò oggi è proprio per voi. Si tratta di Timecrest, un gamebook per iOS non troppo famoso, ma comunque con una community di fan piuttosto numerosa, composta sia da giocatori vedenti che non vedenti.
In perfetta coerenza con il genere gamebook, si tratta di un gioco prevalentemente testuale (anche se non mancano occasioni in cui si ha a che fare con elementi grafici come mappe, e alcune immagini dei personaggi conferiscono ulteriore carattere alla storia), in cui vengono presentate al giocatore una serie di scelte, e in base alla decisione che viene presa, la storia proseguirà in un certo modo fino a uno di diversi finali. Sembrerebbe una delle classiche avventure testuali dello stile in cui si sceglie la propria storia, ma non è così. In Timecrest, siamo noi, i giocatori, ad essere parte della storia, la ragione per cui tutto ha inizio, nonché il motore di tutta la vicenda. Ma non potremo controllare tutto: alcune scelte saranno inevitabili, e porteranno a conseguenze a cui non si potrà rimediare.
Timecrest è un gioco con ambientazione fantasy, composto attualmente da due capitoli (ma il terzo è previsto in uscita, anche se la data esatta non è ancora stata comunicata), in cui il protagonista, Ash Elden, è un giovane (o almeno io l’ho sempre immaginato come tale) che vive in un mondo magico chiamato Alyncia. Nell’immaginario del gioco, il mondo di Alyncia era in passato connesso con il nostro, il mondo degli umani; ma ora le cose sono cambiate: non solo la relazione con tutto ciò che appartiene al mondo degli uomini non è più così rosea, ma Alyncia e i suoi abitanti sono in pericolo, perché il mondo sta per essere distrutto. Nonostante tutto questo, e in un disperato tentativo di cercare aiuto, Ash decide di infrangere la legge e formulare l’incantesimo che lo mette in contatto con un essere umano, ovvero con il giocatore. Infatti, lo strumento di comunicazione su cui cade l’incantesimo è il nostro Idevice, iPhone, iPad o Apple Watch che sia.
Questo espediente narrativo determina la caratteristica più unica del gioco, che, a mio parere, lo rende molto più coinvolgente e realistico di qualsiasi altra avventura testuale: il fatto che la storia si svolge in tempo reale, dato che Ash invierà messaggi nel corso del tempo, raccontandoci cosa accade nel suo mondo e attendendo la nostra risposta, che consiste in una tra le alternative che ci vengono presentate. Vi saranno inoltre momenti in cui Ash sarà impegnato o vi saranno eventi che interferiranno nella storia, per cui in quel momento il gioco sarà interrotto e un timer apparirà sullo schermo, comunicandoci che in Alyncia sta succedendo qualcosa di cui poi Ash ci riferirà. Una volta scaduto il timer, infatti, riceveremo nuovi messaggi e ci saranno proposte le alternative con cui rispondere.
Ma non è finita qui. Oltre a consigliare il protagonista su cosa fare e come comportarsi, il giocatore possiede anche un potere speciale, la cui origine è misteriosa: il potere di far tornare indietro il tempo. Questo potere magico, ignoto perfino agli abitanti di Alyncia, sarà determinante nella vicenda, e ci consentirà, all’inizio del gioco, di salvare Ash e il suo mondo, ma questo sarà solo l’inizio di moltissime avventure.
Timecrest è scaricabile gratuitamente dall’App Store, ed è possibile giocare l’intera avventura gratuitamente, anche se sono presenti acquisti in app per comprare cristalli (“time cristals”) che consentono di saltare i timer o di ottenere più oro, la moneta del mondo di Alyncia, che si può usare per acquistare oggetti utili nel gioco.
Infine è importante notare, prima di concentrarci specificamente sull’accessibilità, che il gioco (l’interfaccia e la storia) è scritto interamente in lingua inglese, e non vi sono traduzioni italiane (che a mio parere tradirebbero molto il carattere e lo stile della narrazione). Quindi, se siete appassionati di lingua inglese, o se volete mettere in pratica le vostre reading skills affrontando un testo molto simile a un libro, Timecrest è perfetto per questo scopo. Devo riconoscere, infatti, che questo gioco ha contribuito molto ad espandere il mio lessico inglese, e ha avuto una certa influenza sul mio modo di scrivere.

>L’accessibilità di Timecrest<


Come viene raccontato in un’intervista agli ideatori di Timecrest sul famoso sito di tecnologia e accessibilità AppleVis.com, il gioco non è stato pensato per utenti non vedenti; anzi, viene ammesso che all’inizio l’aspetto dell’accessibilità non è proprio stato considerato. È incredibile come, nonostante questo, a seguito di feedback ricevuto da alcuni giocatori utilizzatori di VoiceOver, gli sviluppatori non si siano limitati a implementare un “minimo sindacale” di accessibilità, ma siano andati ben oltre questo livello, creando, almeno per l’app per iPhone e iPad, un’esperienza veramente unica e piuttosto personalizzabile per il VoiceOver user.
Le impostazioni del gioco prevedono infatti una sezione dedicata specificamente alle preferenze sull’accessibilità, e in particolare relative al comportamento di VoiceOver nel gioco. Vi sono due impostazioni che consentono di influire sulla lettura del testo; mentre altre due consentono di regolare gli aspetti relativi all’audio.
Le prime due sono: l’opzione “Suppress ellipses” e l’opzione “Pronunciation mode”.
La prima consente di rimuovere dal testo della narrazione i punti di sospensione, che VoiceOver legge come “ellissi” (o “ellipses” in inglese) per indicare una pausa. Attivando questo switch i puntini di sospensione verranno rimossi dal testo e sostituiti da un solo punto. Questo rende la lettura di VoiceOver più fluida e in un certo modo più naturale, ma non permette di capire in che posizione all’interno della frase siano originariamente posti i puntini, e quindi non è indicata se si vuole comprendere l’esatta struttura del testo o se si sta utilizzando una barra braille. Di default, infatti, entrambe le opzioni che hanno a che fare con il testo sono disattivate.
La seconda, l’opzione “Pronunciation mode”, è un’impostazione molto particolare. Attivandola, infatti, l’ortografia del testo, in particolare dei nomi dei personaggi e dei luoghi che caratterizzano la storia, verrà modificata in modo da migliorarne la pronuncia da parte di VoiceOver e renderla più simile possibile a come gli autori hanno inteso la pronuncia dei nomi degli elementi narrativi che hanno inventato. Come viene spiegato anche accanto a questa impostazione, è opportuno lasciarla disabilitata se si vuole conoscere l’ortografia corretta dei nomi o se si sta utilizzando una barra braille per interagire con il gioco (suggerimento che, a mio parere, denota una peculiare conoscenza del mondo dell’accessibilità e delle tecnologie assistive da parte dei creatori di questo gioco, nonché la loro volontà di renderlo il più accessibile possibile a tutte le categorie di utenti).
Il secondo gruppo di impostazioni comprende la possibilità di regolare il volume della colonna sonora e degli effetti sonori creati appositamente per gli utilizzatori di VoiceOver. Ciò che rende più unica l’esperienza di gioco con VoiceOver, infatti, sono i suoni che vengono riprodotti soltanto se lo screenreader è attivo. Tali suoni servono ad indicare quando viene ricevuto un nuovo messaggio; se Ash invierà ulteriori messaggi rispetto a quello che si trova nel cursore VoiceOver; a sapere quando è il momento in cui possiamo rispondere, oppure se dobbiamo attendere la scadenza di un timer perché il protagonista ci invii nuovi messaggi.
Tutti questi effetti sonori fanno diventare il gioco ancora più realistico e coinvolgente, tanto che mi sentirei di consigliare ai lettori vedenti che volessero provare questo gioco, di farlo attivando prima VoiceOver sul proprio dispositivo. Sembrerebbe un suggerimento piuttosto assurdo, ma in fondo potreste sempre disattivare la voce di VoiceOver e leggere voi il testo, e allo stesso tempo godere degli effetti sonori aggiuntivi. Anche perché l’interfaccia del gioco è piuttosto semplice, ed è facilmente navigabile con i consueti gesti di flick e doppio tocco, che sono i comandi base di VoiceOver. Questo gioco potrebbe infatti essere un buon modo, per chi sta iniziando a imparare VoiceOver (anche i vedenti, perché no? Magari qualche altro programmatore di applicazioni per iOS), di mettere in pratica ciò che ha appreso in un contesto interessante e divertente.
Una nota ulteriore sull’accessibilità, infine, riguarda gli elementi visivi. Tutti questi, dalle immagini dei personaggi, ai singoli luoghi indicati sulle mappe, all’elemento grafico che indica quando è il momento di rispondere e quando un timer è in corso, sono tutti (secondo me) magistralmente descritti fin nei minimi dettagli, il che aggiunge carattere alla narrazione e pone gli utenti di VoiceOver nelle condizioni di avere l’opportunità di vivere la stessa esperienza di gioco dei loro pari non utilizzatori dello screenreader, se non addirittura un’esperienza per certi versi superiore.

Conclusione


Ci sarebbero ancora molte cose da dire su Timecrest, ma spero che quanto esposto qui sopra possa farvi incuriosire e indurvi a provarlo, e che lo apprezziate quanto me, non solo come un gioco che può intrattenere per qualche tempo, ma anche come qualcosa che vi lasci delle emozioni e spunti di riflessione, qualcosa che parli un po’ anche di voi. Personalmente, ad esempio, mi ritrovo molto nel personaggio del protagonista, Ash.
Con una colonna sonora semplice ma coinvolgente, una storia emozionante, e un’approccio piuttosto innovativo all’accessibilità, non potrei consigliare abbastanza questo gioco a chiunque. È uno dei giochi di cui parlo sempre quando mostro a qualcuno il funzionamento di VoiceOver e spiego il fatto che vi sono giochi che sono accessibili, anche se non sono pensati appositamente per utenti non vedenti o ipovedenti. Inoltre, c’è sempre qualcosa di nuovo da scoprire nel mondo di Alyncia: anche se avrò rigiocato questo gioco circa dieci volte, se non qualcuna in più, non mi ha ancora stancato. Ogni volta scopro qualcosa di nuovo nella storia, perché scelgo delle alternative che prima non avevo tentato, e ne rimango sempre affascinata, anche se si tratta solo di un messaggio diverso da prima e perfino poco rilevante per l’esito della vicenda.

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